{"id":5366,"date":"2025-01-01T00:00:00","date_gmt":"2025-01-01T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/antarcticlands.org\/?p=5366"},"modified":"2022-09-08T21:10:52","modified_gmt":"2022-09-08T21:10:52","slug":"la-spedizione-endurance-in-antartide","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/antarcticlands.org\/it\/la-spedizione-endurance-in-antartide\/","title":{"rendered":"La Spedizione Endurance in Antartide"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La Spedizione Endurance in Antartide. Nel 1914, apparve uno strano annuncio sui giornali di Londra. Il testo era il seguente: \u201cServono uomini per un viaggio pericoloso. Salari bassi, freddo estremo, mesi di buio assoluto, pericolo costante, ritorno incerto. Onori e riconoscimenti in caso di successo&#8221;. L\u2019annuncio era di Sir Ernest Schackleton, un noto esploratore polare, che cercava le persone giuste per compiere la prima traversata del continente antartico in slitte trainate da cani. Ben 5000 persone risposero all\u2019annuncio. A quei tempi la gente seguiva con passione le spedizioni polari. I Poli erano le ultime terre rimaste da scoprire e c\u2019era molta concorrenza tra gli esploratori per essere protagonisti di avventure memorabili.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Schackleton non era nuovo a questo tipo di imprese. Gi\u00e0 in passato aveva partecipato alla spedizione antartica Discovery, guidata da Robert Falcon Scott, dalla quale dovette tornare anticipatamente per ragioni di salute.&nbsp; Poi nel 1909, con una propria spedizione, riusc\u00ec ad arrivare nel punto pi\u00f9 meridionale mai raggiunto dall\u2019uomo, a soli 180 km dal Polo Sud e grazie a questa impresa, fu nominato cavaliere dal re Edoardo VII d\u2019Inghilterra.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel 1911, il norvegese Roald Amundsen riusc\u00ec raggiungere per primo il Polo Sud, dopo aver percorso pi\u00f9 di 1.400 km in condizioni terribili, precedendo di diversi giorni il britannico Robert Falcon Scott.&nbsp; Essendosi perci\u00f2 conclusa la competizione per questo importante primato, Schackleton pens\u00f2 di lanciare una spedizione propria, che chiam\u00f2 Spedizione Imperiale Trans-Antartica, che aveva lo scopo di attraversare il continente Antartide, da un lato all&#8217;altro, tra i 2.500 e i 3.000 km a seconda delle dimensioni della banchisa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si mise al lavoro per trovare gli sponsor dell\u2019impresa. Intraprese un largo giro di conferenze in tutto il mondo. Grazie alla sua popolarit\u00e0, raccolse il denaro sufficiente per organizzare due navi che avrebbero avuto un equipaggio di 28 persone ciascuna.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:35px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/antarcticlands.org\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Amundsen-Shackleton-d.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5370\" width=\"1069\" height=\"855\" srcset=\"https:\/\/antarcticlands.org\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Amundsen-Shackleton-d.jpg 900w, https:\/\/antarcticlands.org\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Amundsen-Shackleton-d-300x240.jpg 300w, https:\/\/antarcticlands.org\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Amundsen-Shackleton-d-768x614.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 1069px) 100vw, 1069px\" \/><figcaption><em><sub> 1913 Le tre stelle polari &#8211; Foto Nasjonalbiblioteket from Norway <\/sub><\/em><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>L\u2019Endurance Parte verso il mare di Weddel<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le navi si chiamavano Endurance e Aurora. L\u2019Endurance era un brigantino di tre alberi ed un fumaiolo in quanto disponeva anche di propulsione a vapore. La spedizione voleva anche stabilire una base scientifica per studiare il clima, la fauna terrestre e marina, e lavori idrografici e geologici. Per questo a bordo c\u2019era anche un meteorologo, un geologo, un medico, un veterinario un fotografo ed altre figure professionali. Inoltre sull\u2019Endurance viaggiavano anche 66 cani da slitta ed alcuni gatti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019Endurance lasci\u00f2 l\u2019Inghilterra nell`Agosto del 2014 e Schackleton la raggiunse quando si trovava a Buenos Aires in quanto si era attardato a Londra, dove aveva incontrato gli ultimi finanziatori della spedizione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Fecero rotta sulla Georgia del sud e da li, il 5 dicembre del 2014, si inoltrarono nel mare di Weddel, che si trova nel lato orientale della penisola Antartica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gi\u00e0 nei primi giorni la navigazione si present\u00f2 difficile, per via dei blocchi di ghiaccio che galleggiavano sull\u2019acqua. La prua dell\u2019Endurance a volte riusciva ad aprirsi una via, ma la banchisa si faceva sempre pi\u00f9 spessa.&nbsp; La nave evitava i grandi iceberg alti pi\u00f9 di 30 metri, ma doveva rallentare e sempre pi\u00f9 spesso gli uomini dell\u2019equipaggio dovevano scendere sulla banchisa con picconi e pali di ferro per rompere il ghiaccio. Finch\u00e9 il 19 di gennaio del 2015, l\u2019Endurance rimase completamente bloccata dal ghiaccio. Tutti I tentativi di liberare la nave non avevano avuto successo. Era impossibile rimuovere il ghiaccio che aveva uno spessore di vari metri.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Schackleton a questo punto pens\u00f2 che sarebbe stato meglio aspettare la stagione meno fredda che avrebbe permesso di liberare l\u2019Endurance dai ghiacci. Per\u00f2 non fu cos\u00ec. Il 24 di febbraio 2015 appariva chiaro che non si sarebbe liberata dai ghiacci e che bisognava aspettare fino alla prossima primavera.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:35px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" width=\"751\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/antarcticlands.org\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Endurance_under_full_sail_Frank_Hurley_State_Library_NSW_a090012h-1-751x1024.jpg\" alt=\"Endurance in Antartide\" class=\"wp-image-5514\" srcset=\"https:\/\/antarcticlands.org\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Endurance_under_full_sail_Frank_Hurley_State_Library_NSW_a090012h-1-751x1024.jpg 751w, https:\/\/antarcticlands.org\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Endurance_under_full_sail_Frank_Hurley_State_Library_NSW_a090012h-1-220x300.jpg 220w, https:\/\/antarcticlands.org\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Endurance_under_full_sail_Frank_Hurley_State_Library_NSW_a090012h-1-768x1047.jpg 768w, https:\/\/antarcticlands.org\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Endurance_under_full_sail_Frank_Hurley_State_Library_NSW_a090012h-1.jpg 770w\" sizes=\"(max-width: 751px) 100vw, 751px\" \/><figcaption><em><sub>Endurance in Antartide<\/sub><\/em><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>La banchisa stritola l\u2019Endurance<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Schackleton decise di convertire la nave in un rifugio invernale. Il pack in cui la nave era bloccata era di dimensioni immense. Nei mesi seguenti i movimenti dei ghiacci cominciarono a stritolare l\u2019Endurance sfondando lo scafo, e la nave cominci\u00f2 a imbarcare acqua.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si decise l\u2019abbandono della nave e si cre\u00f2 un accampamento sulla banchisa. Le 3 scialuppe di salvataggio dell\u2019Endurance furono recuperate. La nave ogni giorno sprofondava un po\u2019 di pi\u00f9, finch\u00e9 il giorno 21 di Novembre del 2015 l\u2019Endurance sprofond\u00f2 completamente e scomparve alla vista.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La situazione dell\u2019equipaggio dell\u2019Endurance non era per niente buona. Si trovavano su una banchisa di ghiaccio alla deriva nel mar di Weddel. Il cibo cominciava a scarseggiare e le condizioni di sopravvivenza erano estreme. Le raffiche di vento a 160 km l\u2019ora e la temperatura che poteva scendere fino a meno 35 gradi rendevano le condizioni di vita estremamente insopportabili. Le scorte di cibo si assottigliavano e anche le scorte di carbone con cui si scaldavano e trasformavano il ghiaccio in acqua potabile, si stava esaurendo. L\u2019unico cibo alternativo disponibile proveniva dalle foche e dai pinguini che si riusciva a catturare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La banchisa si trovava a circa 100 km da dall\u2019isola Paulet. Schackleton pensava di poterla raggiungere camminando sulla banchisa, ma la formazione molto irregolare del ghiaccio non permetteva di transitare. Finch\u00e9 finalmente il 09 di aprile 2015 il ghiaccio si ruppe e poterono mettere a mare le 3 scialuppe. Navigarono verso nord, in 7 giorni di navigazione percorsero 750 Km ed arrivarono all\u2019Isola dell\u2019Elefante. Si tratta di un\u2019isola disabitata, lontana dalle rotte di navigazione, ma per lo meno, ora si trovavano per la prima volta dopo 497 giorni sulla terra ferma, anzich\u00e9 su una banchisa di ghiaccio alla deriva.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:36px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/antarcticlands.org\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Endurance-affondando-d-731x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5377\" width=\"1070\" height=\"1499\" srcset=\"https:\/\/antarcticlands.org\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Endurance-affondando-d-731x1024.jpg 731w, https:\/\/antarcticlands.org\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Endurance-affondando-d-214x300.jpg 214w, https:\/\/antarcticlands.org\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Endurance-affondando-d-768x1075.jpg 768w, https:\/\/antarcticlands.org\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Endurance-affondando-d.jpg 900w\" sizes=\"(max-width: 1070px) 100vw, 1070px\" \/><figcaption><em><sub>L&#8217;Endurance affonda lentamente &#8211;  Foto Royal Geographic Society<\/sub><\/em><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>L\u2019Odissea per arrivare alla Georgia del Sud<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dopo qualche giorno di riposo, Schackleton decise di organizzare un&#8217;operazione di salvataggio che probabilmente \u00e8 stata una delle pi\u00f9 grandi imprese nautiche di tutti i tempi: partire con una scialuppa e raggiungere la Georgia del Sud per chiedere aiuto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cominciarono i lavori per condizionare la scialuppa della lunghezza di 6 metri, su cui avrebbe viaggiato Schackleton insieme al suo primo Ufficiale, il falegname e 3 marinai esperti. Si prepar\u00f2 il cibo che avrebbero consumato durante il viaggio, costituito soprattutto da carne di pinguino. Il falegname fece alcuni cambi alla scialuppa, rialzando i bordi e costruendo una copertura sotto la quale trovare riparo dal vento e dall\u2019acqua. La distanza da coprire dall\u2019isola Elefante e la Georgia del Sud era di ben 1300 km in un tratto di mare tra pi\u00f9 agitati del mondo, dove i venti possono raggiungere i 300 km\/h e le onde sono alte oltre 20 metri.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Salparono il 24 di Aprile e, grazie alla grande capacit\u00e0 nell\u2019uso del sestante del Primo Ufficiale, l\u20198 Maggio avvistarono l\u2019Isola di San Pedro della Georgia del Sud, ma i forti venti impedirono alla barca di avvicinarsi all\u2019isola, pena il rischio di schiantarsi sulle rocce. Passarono due giorni e due notti orribili tra i marosi in attesa che la tempesta si calmasse, e finalmente poterono sbarcare su una spiaggia deserta nel versante sud dell\u2019isola, sull&#8217;orlo di una crisi di nervi. Ma purtroppo quel lato dell\u2019isola era deserto ed il centro baleniero in cui Schackleton pensava di chiedere aiuto, si trovava sul lato nord dell\u2019isola.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non potendo pi\u00f9 utilizzare la barca che era stata danneggiata da due giorni e due notti di tempesta, Schackleton decise di percorrere a piedi i quasi 50 km di montagne e ghiacciai che attraversavano l\u2019isola, per arrivare all\u2019altro versante. Era un percorso estremamente difficile e che nessuno aveva mai fatto.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:35px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/antarcticlands.org\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/1167px-LaunchingTheJamesCaird2-d.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5380\" width=\"1066\" height=\"658\" srcset=\"https:\/\/antarcticlands.org\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/1167px-LaunchingTheJamesCaird2-d.jpg 900w, https:\/\/antarcticlands.org\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/1167px-LaunchingTheJamesCaird2-d-300x185.jpg 300w, https:\/\/antarcticlands.org\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/1167px-LaunchingTheJamesCaird2-d-768x474.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 1066px) 100vw, 1066px\" \/><figcaption><em><sub>La partenza per la Georgia del Sud &#8211;  Foto Frank Hurley<\/sub><\/em><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>La scalata tra i ghiacciai della Georgia del Sud<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tre marinai rimasero sulla spiaggia mentre gli altri due accompagnarono Schackleton nell\u2019impresa. Si incamminarono ad attraversare le montagne, senza equipaggiamento adeguato, senza addestramento alpino e senza mappa per attraversare l&#8217;isola e raggiungere la stazione baleniera.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Incredibilmente, In 36 ore riuscirono a percorrere gli accidentati e pericolosi 50 km di distanza che li separavano dal centro baleniero.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando Schackleton si presento`di fronte al capo del centro baleniero, questi non poteva credere ai suoi occhi. La storia della spedizione di Schackleton era molto nota ma l\u2019opinione comune era che lui ed i suoi uomini fossero morti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Shackleton mand\u00f2 a prendere i 3 uomini che erano rimasti sull\u2019altra lato dell\u2019isola e si mise al lavoro per organizzare il salvataggio di quelli rimasti sull\u2019Isola dell\u2019Elefante. Quest\u2019ultimo salvataggio non fu tanto semplice per via del ghiaccio che impediva l\u2019accesso all\u2019isola, per ben 3 volte non fu possibile avvicinarsi. Quindi Shackleton chiese aiuto al Governo cileno che mand\u00f2 una nave speciale detta escampav\u00eda in servizio nella Marina Cilena, accompagnata da una nave baleniera britannica. Finalmente, il 30 agosto 1916, quando si avvicinarono all\u2019isola dell\u2019Elefante, Shackleton salt\u00f2 sulla lancia che si dirigeva alla costa e cominci\u00f2 a contare le figure che accorrevano sulla spiaggia e si mise a gridare: \u201cCi sono tutti! ci sono tutti!\u201d Infatti tutti erano miracolosamente sopravvissuti, non ci furono perdite tra l\u2019equipaggio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La nave cilena accompagn\u00f2 Shackleton ed il suo gruppo alla citt\u00e0 di Punta Arenas. Ma per Shackleton non era ancora tutto finito. Era venuto a saper che l\u2019altra nave della spedizione, il piroscafo Aurora, aveva avuto dei seri problemi. L\u2019Aurora, con base in Australia, aveva il compito di attraccare dall&#8217;altra parte del continente antartico, nello stretto di McMurdo, per creare punti di rifornimento nella seconda met\u00e0 della traversata.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:35px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image aligncenter size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/antarcticlands.org\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/MapaMarWeddeljpg.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5384\" width=\"734\" height=\"779\" srcset=\"https:\/\/antarcticlands.org\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/MapaMarWeddeljpg.jpg 565w, https:\/\/antarcticlands.org\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/MapaMarWeddeljpg-283x300.jpg 283w\" sizes=\"(max-width: 734px) 100vw, 734px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Anche l\u2019Aurora viene catturata dai ghiacci<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un giorno di forte tempesta in cui la nave era ancorata nella base di Capo Evans, nell\u2019isola di Ross, fu strappata dal suo ormeggio e spinta al largo dove rimase intrappolata in mezzo ai ghiacci. In quel momento sulla nave si trovavano soltanto 18 membri dell\u2019equipaggio mentre gli altri 10 erano a terra. La maggioranza delle provviste e del combustile si trovava sulla nave, ma per quelli rimasti a terra, per fortuna c\u2019erano le provviste che si sarebbero dovute immagazzinare nel percorso della traversata.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019Aurora, dopo essere stata alla deriva tra i ghiacci per oltre 2600 km, riusc\u00ec a liberarsi e seppur in cattive condizioni, finalmente raggiunse Nuova Zelanda. Schackleton viaggi\u00f2 quindi a Nuova Zelanda, fece riparare l\u2019Aurora, ed organizz\u00f2 il salvataggio dei 10 membri dell\u2019equipaggio rimasti sull\u2019isola di Ross.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il 10 gennaio 1917 Schackleton sull\u2019Aurora arriva a Capo Evans. Trovarono solo 7 dei 10 componenti dell\u2019equipaggio. Il cappellano che era anche il fotografo dell\u2019Aurora era morto cadendo in un crepaccio nel ghiaccio. Altri due membri dell\u2019equipaggio, si erano allontanati dal campo, quando una tempesta di neve li sorprese, e di loro non si seppe pi\u00f9 nulla.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si concludeva cos\u00ec la Spedizione Imperiale Transartartica. Gli uomini dell\u2019equipaggio erano stati isolati per 3 anni e solo allora vennero a sapere che in Europa era scoppiata la prima guerra mondiale. Al ritorno in Patria, le notizie della guerra primeggiavano sui giornali, ragion per cui i reduci della spedizione, non ricevettero molte attenzioni. La maggior parte, compreso Shackleton, entrarono nell\u2019esercito, e 3 di loro morirono in guerra.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:35px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>La morte coglie Schackleton all\u2019inizio di una nuova avventura<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;odissea dell&#8217;Endurance \u00e8 rimasta cos\u00ec mitica perch\u00e9 questa avventura \u00e8 stata immortalata dal fotografo australiano Franck Hurley che era fotografo di bordo dell\u2019Endurance. Hurley lascer\u00e0 centinaia di fotografie, alcune del tutto eccezionali, che ci permettono quasi di rivivere la spedizione. Nel corso degli anni l\u2019avventura dell\u2019Endurance ha ispirato decine di libri e una serie televisiva.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Al termine della guerra, Schackleton organizz\u00f2 un\u2019altra spedizione antartica, con la nave Quest. Ma purtroppo mor\u00ec all\u2019improvviso di infarto, mentre la nave era ormeggiata in Georgia del Sud, il 5 gennaio 1922, a soli 47 anni. Secondo le istruzioni della moglie di Schackleton, fu sepolto in Georgia de Sud, dove ancora oggi \u00e8 possibile visitare la sua tomba.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:35px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image aligncenter size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/antarcticlands.org\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Tomba-Shackleton-d-768x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5388\" width=\"850\" height=\"1133\" srcset=\"https:\/\/antarcticlands.org\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Tomba-Shackleton-d-768x1024.jpg 768w, https:\/\/antarcticlands.org\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Tomba-Shackleton-d-225x300.jpg 225w, https:\/\/antarcticlands.org\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Tomba-Shackleton-d.jpg 850w\" sizes=\"(max-width: 850px) 100vw, 850px\" \/><figcaption><em><sub>Tomba di Shackleton in Georgia del Sud &#8211; Foto di Lexaxis7<\/sub><\/em><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Reinhold Messner ripercorre il tragitto di Schackleton<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nell\u2019anno 2000, tre dei pi\u00f9 noti scalatori del mondo, vollero ripercorrere la traversata a piedi dell\u2019Isola di San Pedro nella Georgia del Sud, in cui era sbarcato Shackleton. Reinhold Messner, Steven Venables e Conrad Anker si sono fatti portare sulla stessa spiaggia su cui era sbarcato Schackleton con i suoi marinai.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Secondo Messner la traversata ha un vero valore alpinistico in quanto dovettero superare 4 passi tra i 1000 e 2000 metri, in mezzo a ghiacciai pericolosi e orribili crepacci. Incredibile \u00e8 anche il fatto che siano riusciti nell\u2019impresa in sole 36 ore. Se si fossero fermati, sarebbero morti di freddo. Invece Messner ed i suoi due compagni hanno attraversato la catena montuosa in 3 giorni, bivaccando in quota e nutrendosi correttamente. Inoltre l\u2019impresa di Schackleton e dei suoi compagni assume ancora pi\u00f9 valore sapendo che non persero l\u2019orientamento, e nonostante avessero solo stivali di cuoio e nessuna attrezzatura specifica, riuscirono ad arrivare a destinazione. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:36px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image aligncenter size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/antarcticlands.org\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Reinhold_Messner-d-rotated.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5391\" width=\"746\" height=\"1047\" srcset=\"https:\/\/antarcticlands.org\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Reinhold_Messner-d-rotated.jpg 641w, https:\/\/antarcticlands.org\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Reinhold_Messner-d-214x300.jpg 214w\" sizes=\"(max-width: 746px) 100vw, 746px\" \/><figcaption><em><sub>Reinhold Messner &#8211; Foto Ptolusque, Wikimedia Commons<\/sub><\/em><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>2022: Ritrovato il relitto dell\u2019Endurance<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel mese di Marzo del 2022 \u00e8 stato localizzato il relitto dell\u2019Endurance, il tre alberi di circa 44 metri, che affond\u00f2 dopo essere stato stritolato dai ghiacci dell\u2019Antartide. Il ritrovamento \u00e8 stato effettuato dalla spedizione Endurance22, finanziata dal Falklands Maritime Heritage Trust, il quale avrebbe ricevuto una donazione anonima di 10 milioni di Euro per ritrovare l\u2019Endurance. &nbsp;Dopo un tentativo fallito nel 2019, l&#8217;archeologo britannico Mensun Bound ha finalmente localizzato il famoso brigantino, grazie alle coordinate che aveva lasciato il Primo Ufficiale della spedizione. L\u2019Endurance \u00e8 stato trovato a soli 7,5 Km di distanza dal punto indicato e si pensa che la differenza di posizione si debba al di calcolo delle coordinate praticato in quei tempi che avrebbe sottostimato la deriva della banchisa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il relitto si trova alla profondit\u00e0 di 3008 metri e si trova in perfetto stato di conservazione. Non sar\u00e0 portato alla superficie, al contrario sar\u00e0 vigilato e non \u00e8 permesso toccare o prendere oggetti dal relitto.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:36px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image aligncenter size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/antarcticlands.org\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Relitto-Endurance.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5396\" width=\"753\" height=\"424\" srcset=\"https:\/\/antarcticlands.org\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Relitto-Endurance.jpg 634w, https:\/\/antarcticlands.org\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Relitto-Endurance-300x169.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 753px) 100vw, 753px\" \/><figcaption><em><sub>Relitto dell&#8217;Endurance ritrovato a 3000 metri di profondit\u00e0<\/sub><\/em><\/figcaption><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Spedizione Endurance in Antartide. Nel 1914, apparve uno strano annuncio sui giornali di Londra. Il testo era il seguente: \u201cServono uomini per un viaggio pericoloso. Salari bassi, freddo estremo, mesi di buio assoluto, pericolo costante, ritorno incerto. Onori e riconoscimenti in caso di successo&#8221;. L\u2019annuncio era di Sir Ernest Schackleton, un noto esploratore polare, [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":5373,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"site-sidebar-layout":"default","site-content-layout":"","ast-site-content-layout":"default","site-content-style":"default","site-sidebar-style":"default","ast-global-header-display":"","ast-banner-title-visibility":"","ast-main-header-display":"","ast-hfb-above-header-display":"","ast-hfb-below-header-display":"","ast-hfb-mobile-header-display":"","site-post-title":"","ast-breadcrumbs-content":"","ast-featured-img":"","footer-sml-layout":"","ast-disable-related-posts":"","theme-transparent-header-meta":"","adv-header-id-meta":"","stick-header-meta":"","header-above-stick-meta":"","header-main-stick-meta":"","header-below-stick-meta":"","astra-migrate-meta-layouts":"default","ast-page-background-enabled":"default","ast-page-background-meta":{"desktop":{"background-color":"","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"tablet":{"background-color":"","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"mobile":{"background-color":"","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""}},"ast-content-background-meta":{"desktop":{"background-color":"var(--ast-global-color-5)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"tablet":{"background-color":"var(--ast-global-color-5)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"mobile":{"background-color":"var(--ast-global-color-5)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""}},"footnotes":""},"categories":[95],"tags":[],"class_list":["post-5366","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-notizie-sul-principato-di-antarcticland"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/antarcticlands.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5366","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/antarcticlands.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/antarcticlands.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/antarcticlands.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/antarcticlands.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=5366"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/antarcticlands.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5366\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/antarcticlands.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/5373"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/antarcticlands.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=5366"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/antarcticlands.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=5366"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/antarcticlands.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=5366"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}